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"TODOG...waiting for"

This multimedia project consists of both a compositional and a visual part: concerning the former's structure I have taken cues from the second part of Jorge Luis Borges's shorty story “An Examination of the Work of Herbert Quain” titled “April‐March” – a literary game‐ in order to weave an intuitive part and later on the track for the composition itself. Herbert Quain is one of Borges's heroes, an Irish author imagined in 1941 for his collection “Ficciones”: The world is our dream and we are dreamt about by who knows who. The past can be changed (through memory) the future cannot." This literary game has inspired many authors, among them Umberto Eco. Jorge is the name given to the librarian in “The name of the rose”, Eco doesn't choose at random, he makes a reference when he writes: “it appears that he has read everything and more, since he has reviewed nonexistent books.”• Concerning the visual part, finding a convincing link to the text wasn't easy, until I came across a short story by Alessandro Boffa, taken from “You're an animal, Viskovitz!” where he tells of a snail which, once it reaches maturity, is urged by its family to find a mating partner: the snail is reluctant and does not comply, until it encounters a marvelous specimen of its kind and sets off in the vain hope of reaching it... realizing, too late, that its desired partner was nothing more than its own image reflected in a mirror. The snail's journey, the futile wait for a meeting that will never take place, seemed to me fitting for the starting compositional idea.

"TODOG...waiting for"

Questo progetto multimediale consta di una parte compositiva e una visuale: per quanto riguarda la struttura della parte compositiva ho preso spunto dalla seconda parte del racconto di Jeorge Luis Borges “Esame dell’opera di Herbert Quain” intitolata “April‐March” – un gioco letterario‐ per tessere una partitura intuitiva e successivamente la traccia della composizione stessa.
Herbert Quain è uno degli eroi di Borges, autore irlandese immaginato nel ‘41 per le sue “finzioni”: Il mondo è il nostro sogno e noi siamo sognati da chissà chi. Il passato si può cambiare (con la memoria) il futuro no.
Questo gioco lettario ha ispirato molti autori tra i quali Umberto Eco, Jorge è infatti anche il nome del bibliotecario ne “Il nome della rosa”, Eco non lo sceglie a caso, fa un riferimento quando scrive: “egli sembra aver letto tutto e anche di più, dato che ha recensito libri inesistenti”.
• Per quanto concerne la parte visuale non è stato facile trovare un convincente legame col testo fin quando non ho letto un breve racconto di Alessandro Boffa tratto da “Sei una bestia, Viskovitz” nel quale si narra la storia di una chiocciola che, arrivata alla maturità, é sollecitata dalla famiglia a trovarsi un compagno per riprodursi:
la chiocciola è riluttante e non ne vuole sapere, finchè non si imbatte in uno splendido esemplare suo simile e parte nella vana speranza di raggiungerlo... rendendosi conto ormai troppo tardi che quella da lui anelata altro non era che la sua stessa immagine riflessa in uno specchio. Il viaggio della chiocciola, la vana attesa dell’incontro che non avverrà, mi è sembrato attinente all’idea compositiva di partenza.